Reference del digitale
il blended learning della rete matura
il punto
Il luogo del punto di vista digitale che è un fare continuo, un luogo di collegamenti e condivisione, nonchè di cooperazione ed interazione. Possiamo dire che non ci sia comunicazione oggi senza questo lavorìo che l'incontro con le tecnologie della parola crea nella società a tutti i livelli e in tutti gli ambiti.
Linguaggi e scritture sono confusi attraverso il codice, lo scripting, in una tessitura pervasiva senza soluzioni di continuità che la mondializzazione dei processi generalizza e rende disponibile con l'ubiquitous computing.
Per questo fare laboratorio è più che un metodo, significa entrare direttamente nella produzione di artefatti e nel contempo nell'esplorazione dei luoghi alla scoperta del digitale sicuri che ci abbia preceduto. D'altro canto nell'Università "vi è un unico rischio serio, quello di vivere la rivoluzione digitale in modo meramente strumentale e tecnologico. L'autentica cultura informatica è invece quella che sa riconoscere la componente procedurale, algoritmica, strutturale in ogni attività e disciplina, come una componente irriducibile ad altri paradigmi conoscitivi." [Furio Honsell] per cui si provvederà che gli studenti continuino a seguire le loro discipline mentre esplorano macchine e processi della globalizzazione economica.
il laboratorio
Il laboratorio elaborerà strategie di reference telematico e digitale per studenti e docenti impegnati nei corsi. La pratica di riferimento sarà quella delle communities in rete con
Prove di gestione dinamica dei contenuti (CMS - Content Management System) su server già residenti all'Area Telematica dell'Unical attraverso un prototipo dedicato;
Blended learning per l'indicizzazione e la fruizione interattiva di Lezioni, Conferenze, Seminari in audio/video in presenza e a distanza;
Implementazione di Callweb di redazione per la gestione in tempo reale di attività di redazione e contatto per l'emittenza telematica;
Produzione e Postproduzione di materiali per la comunicazione digitale;
Edizioni digitali su memorie ottiche con opzioni di runtime
Il Laboratorio offre inoltre la possibilità di Stage 20-10 formativo per gli studenti che vogliano approfondire le competenze di gestione dei media in rete in ambienti collaborativi.
L'attività teoretica seguirà in vario modo i progetti e le iniziative attraverso attività di scripting, di nominazione e di pubblicazione.
Proseguiranno le attività di ricerca in corso su "calcolo matriciale e testi di comunicazione in rete" (mondoailati-unical http://160.97.41.221/tecnichedianalisi/google http://tecnichedianalisi.blogspot.com/) e "blended learning in ambienti digitali" (ilias http://www.uniet.it/dev/elearning/drupal http://voxsophiae.unical.it/drupalab/runtimegoogle http://ambientidigitali.blogspot.com e indicizzazione di streaming video http://voxsophiae.unical.it )
Si svolgerà indicativamente nei locali del quarto piano del cubo 18c dedicati, stabilmente nel web e in rete, sarà documentata da pubblicazioni digitali bimestrali.
Si organizzeranno quattro sessioni di lavoro, una per ogni periodo didattico.

1 Comment:
La scrittura, come Platone ha sottolineato, è una tecnologia della parola, e se le tecnologie sono artificiali, l'artificialità è naturale per l'uomo. Essa infatti è stata l'evento di maggior importanza nella storia delle invenzioni tecnologiche dell'uomo poiché ha trasformato pensiero e discorso. Ong illustra come nascono e si sviluppano i primi sistemi di scrittura e come residui di oralità restino in diverse forme anche in una cultura profondamente alfabetizzata come la nostra e ritiene che “la trasformazione elettronica dell'espressione verbale ha accresciuto quel coinvolgimento della parola nello spazio che era iniziato con la scrittura, e ha contemporaneamente creato una nuova cultura, dominata dall'oralità secondaria.” La nuova oralità presenta somiglianze con la vecchia per la sua mistica partecipatoria, il senso della comunità, la concentrazione sul presente e addirittura per l'uso di alcune formule, ma essa genera il senso di appartenenza a gruppi molto più ampi - a ciò che McLuhan chiama “villaggio universale”..
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